CAPANNI FOTOGRAFICI

Primo Capanno oldAbbiamo iniziato a costruire il primo capanno fotografico, quasi per gioco, nel 2008 con l’aiuto di un paio di amici. L’intento era quello di realizzare una struttura temporanea utile a realizzare alcune videoriprese del Martin pescatore, per poi smantellare il tutto a riprese ultimate. Nel frattempo, altri amici che avevamo invitato a trascorrere una giornata con noi in quella struttura “primitiva”, ci suggerirono di aprire quel piccolo capanno ad altri fotografi che certamente avrebbero apprezzato. Da lì nacque il progetto Kingfisher Experience e con questo una continua ricerca per migliorare sia la funzionalità dei capanni, sia il comfort da offrire ai fotografi che qui avrebbero deciso di trascorrere la giornata.

Nel tempo si sono poi succedute due diverse generazioni di Capanni per il Martin pescatore e nuovi altri capanni dedicati ad altre specie in altri siti dell’Oasi.

Nel primo capanno oldL’idea che fotografare nella natura stando in capanno significasse per forza stare scomodi ed al freddo proprio non ci piaceva. Così, fin dall’inizio,  decidemmo di lavorare su questi aspetti dotando tutti i nostri capanni di comode sedie individuali imbottite con l’aggiunta di stufe a propano durante l’inverno. Altro elemento importante è poi stato lo studio della luce in base al quale ogni capanno è correttamente orientato rispetto al movimento del sole, stando attenti affinché non si creassero situazioni di controluce che avrebbero reso vana la ricerca di immagini sature e dettagliate.

Tutto questo si completa con una cura costante dei posatoi dove invitiamo a posare i nostri soggetti, da un lavoro certosino e continuo dedicato alla manutenazione del verde e, ovviamente, dalla assistenza quotidiana che ci impegna nel fornire il cibo giusto agli animali affinché sia possibile conquistare la loro fiducia.